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    Disegni a mano libera

    Se il disegno razionalizzato trova nel computer e nel plotter formidabile preciso strumento, la concezione di un oggetto, di uno spazio, fatica a nascere senza una serie di segni tracciati a mano. Conoscenza, coscienza, comunicazione nascono dai segni che tracciamo. Autorevolmente dice Goethe "Quello che io non ho disegnato, io non ho visto".
    Vorrei qui dire, parlando del disegno manuale, della formidabile alleanza tra penna a sfera, correttore roller, macchine fotocopiatrici, scanner.
    La penna a sfera nero punta grossa offre, variando la pressione della mano sul foglio, posto su altri, il segno finissimo e quello gagliardo, sempre con grande nettezza, il correttore a secco elimina gli errori e permette di ridisegnare immediatamente. Un passaggio in fotocopia, eventualmente ingrandendo o riducendo, può ridare omogeneità al supporto cartaceo su cui nuovamente operare.
    Così, ridisegnando, tagliando, incollando, fotocopiando, embrionali schizzi diventano compiuto disegno.
    Lo scanner a grande formato poi, portando tutto a bit, permette ad una idea, divenuta schizzo e poi immagine, di viaggiare nel web per grandi distanze nello spazio e, forse, nel tempo.