« home





Abbigliamento

    Dire qualcosa sull'abbigliamento è bizzarro in un sito dedicato all'edilizia?
    Sì, ma a mio avviso pertinente.
    Infatti cosa è il vestito se non la prima presentazione visibile di noi agli altri?   Ad essa teniamo molto di più di quanto siamo disposti ad ammettere.   Abiti costossimi -e visibilmente costosi o griffati- per nessuna ragione indosserei, anche se regalati. E chi porta questi capi per nessuna ragione vestirebbe come me.
    Oltre la funzionalità, oltre la convenienza, si impone la "forma significante". Quanto detto non vale forse anche per il proprio alloggio?  E perché non dovrebbe essere così anche per la facciata dell'edificio dove si abita, del quartiere, della città che amiamo e che riconosciamo come nostra?
    Ecco dunque "architettura come scena significante"... (nota 1)

    Tre consigli per chi va in cantiere -non ci si va mai abbastanza-:
    Scarpe antinfortunistiche: si devono usare. Hanno nella suola una protezione metallica. Sono comode e costano nulla -rispetto alla scarpa cittadina-. Lungo chiodo, con la punta verso l'alto emergente da una tavoletta di legno abbandonata dal carpentiere "che non ha tempo da perdere" trafiggono qualsiasi suola normale (e il piede). Ho provato, ho capito.
    Colore sabbia. Inginocchiarsi nella polvere, passare per le strette botole dei ponteggi vestiti di nero significa tornare a casa e portare tutto in lavanderia. Vestirsi di chiaro è meglio.
    Sottopantalone. La fretta è cattiva consigliera soprattutto in cantiere d'inverno: si deve rimanere sul posto e restare caldi. Il cervello infatti ghiaccia. I pantaloni delle tute da ginnastica, scelti nelle possibili varie pesantezze, sotto i pantaloni civili sono la soluzione.




NOTE:
(1) - Del prevalere della forma "desiderata" sulla forma "normale" sono buon esempio due capi dell'abbigliamento militare: la gonna pantalone, praticità maschile/aspetto femminile, e la sahariana, camicia nella sostanza/giacca nella forma. Ma anche la borsa portadocumenti con manici lunghi che diventa grande "borsetta" per la donna in carriera. (torna al testo)